Online-Shop Registrazione rapida

Tematiche - Igiene dell’acqua potabile – La soluzione è l’impianto

Top

299.1.006 / V9

2 Principi e requisiti

2.1 Microbiologia

L’acqua potabile in Svizzera è di eccellente qualità. Ma anche nell’acqua di altissima qualità vivono diversi microrganismi che portano alla formazione di un biofilm. Una simile pellicola è del tutto normale e non è nociva per l’uomo, se la composizione batterica è in sano equilibrio.

La crescita di batteri e, di conseguenza, la formazione di biofilm sono, di regola, limitate dalla disponibilità di composti di carbonio organici assimilabili (AOC) che costituiscono, per così dire, il «cibo» per i batteri. Vengono introdotti nell’acqua principalmente da contaminazioni e dai materiali utilizzati nell’impianto.

I batteri più conosciuti che vivono nell’acqua sono le legionelle. Le legionelle sono diffuse in tutto il mondo e sono presenti in acque di superficie e in sistemi idrici tecnici, dove proliferano in particolare all’interno delle amebe. Sono parte integrante del sistema microbico naturale e non possono essere completamente evitate attraverso normali processi di trattamento e disinfezione. L’intervallo di temperatura in cui le legionelle possono proliferare oscilla tra i 25 °C e i 45 °C. Il fatto che negli impianti di acqua potabile, a temperature inferiori a 25 °C, non si verifichi la proliferazione di legionelle è stato, di recente, confermato anche dal progetto di ricerca DVGW «Legionellen im Kaltwasser» (Le legionelle nell’acqua fredda). Le legionelle possono quindi diffondersi negli impianti di acqua calda a temperature inferiori a 45 °C ma anche nell’acqua fredda a temperature superiori a 25 °C.

Un’infezione da legionella (legionellosi) può causare la cosiddetta febbre di Pontiac oppure una polmonite. In entrambi i casi, l’infezione è causata dall’inalazione di aerosol di dimensione inalabile contenenti le legionelle. Aerosol di questo genere si formano, ad esempio, in torri di raffreddamento, vasche idromassaggio o docce.

2.2 Apporto di nutrienti attraverso i materiali

L’obiettivo principale consiste nel ridurre al minimo l’apporto di nutrienti attraverso le parti a contatto con l’acqua. A tal fine sono determinanti i materiali che vengono impiegati. I materiali più comuni nel settore idrosanitario sono materiali sintetici e metalli come, ad esempio, acciaio inossidabile e bronzo.

Se nell’impianto domestico si utilizzano tipi adatti di acciaio inossidabile, ad esempio 1.4521 o 1.4401, si può escludere una migrazione significativa degli elementi di lega dall’acciaio inossidabile all’acqua potabile. Poiché completamente inorganici, gli acciai inossidabili non offrono una fonte di nutrimento per la crescita dei microrganismi. L’acciaio inossidabile è quindi un materiale di contatto ottimale per il trasporto e l’accumulo dell’acqua.

Il bronzo può essere combinato con tutti i materiali d’installazione noti. Oltre alla lega CC499K con composizione CuSn5Zn5Pb2, la Nussbaum impiega la lega CC246E senza piombo conforme al Regolamento REACH con composizione CuSi4Zn9MnP. Entrambe le leghe di bronzo sono resistenti alla corrosione in acqua potabile. Inoltre, entrambe le leghe sono riconosciute dalla SSIGA come materiali metallici igienicamente idonei per l’uso con acqua potabile.

I materiali sintetici possono rilasciare varie sostanze attraverso processi di migrazione. Ciò può comportare che i materiali sintetici impiegati vengano, in parte, convertiti in biomassa e servano come nutrimento per il biofilm. Secondo il Regolamento di certificazione della SSIGA per materiali a contatto con l’acqua potabile, i materiali sintetici vengono sottoposti a una verifica del loro potenziale di migrazione. Soltanto i componenti al di sotto di determinati valori limite ottengono la certificazione. La superficie di contatto con l’acqua potabile dei tubi Optiflex può essere in PE-Xc, PE-RT o PB. Tutti e tre i materiali sono certificati dalla SSIGA nella qualità offerta dalla Nussbaum.

2.3 Temperatura

La temperatura è una grandezza critica dal punto di vista dell’igiene dell’acqua potabile. Bisognerebbe evitare l’intervallo di temperatura compreso tra i 25 °C e i 45 °C poiché particolarmente favorevole alla proliferazione di microrganismi patogeni.

Di conseguenza, l’acqua potabile fredda non deve superare una temperatura di 25 °C in tutto l’impianto di acqua potabile fino al punto di presa. Dovrebbe sempre essere il più fredda possibile.

In un impianto di acqua potabile realizzato nel rispetto delle regole della tecnica generalmente riconosciute, la temperatura dell’acqua potabile calda dovrebbe ammontare ad almeno 55 °C in tutto il sistema di circolazione, al fine di mantenere basso il rischio di contaminazione da legionella. La temperatura di uscita dallo scaldacqua deve essere di almeno 60 °C.

 img
Sinistra: Influsso della temperatura sulla proliferazione di legionelle.
Destra: Requisiti di installazione secondo la direttiva W3/C3:2020, 6.1.6.

2.4 Ristagno e flusso

Un fattore d’influenza cruciale per l’igiene dell’acqua potabile è la dinamica del movimento dell’acqua nell’impianto di acqua potabile. Questa dinamica è definita dal ricambio d’acqua / ristagno e dal flusso / velocità di flusso. Una lenta proliferazione microbica può verificarsi anche in condizioni poco favorevoli in termini di temperatura e disponibilità di nutrienti se c’è tempo sufficiente a disposizione, a condizione che l’acqua ristagni o il suo movimento sia limitato.

Nel caso ottimale, tutti i punti di presa vengono utilizzati il più spesso possibile, in modo che l’acqua nelle condutture di erogazione venga regolarmente scaricata.

Ha inoltre un’importanza fondamentale anche il dimensionamento ottimale dei tubi (grandi quanto necessario ma quanto più piccoli possibile). In tubi sovradimensionati sussiste il rischio che vi sia soltanto un flusso laminare al centro del tubo e non avvenga alcun ricambio d’acqua sulle sue pareti.

Un flusso ottimale si ottiene quando sono rispettati i principi della direttiva W3 della SSIGA. Questi principi sono particolarmente facili da porre in atto con sistemi ottimizzati per il flusso come Optipress od Optiflex poiché la loro tecnica di giunzione permette un dimensionamento ottimale senza riduzione significativa della sezione trasversale.

2.5 Leggi, norme e direttive

Il tema dell’igiene dell’acqua potabile è disciplinato dalle seguenti leggi, norme e direttive:

2.5.1 LDerr

La Legge federale sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (Legge sulle derrate alimentari, LDerr) è stata approvata dal Parlamento nel 2014 ed è entrata in vigore il 1° maggio 2017. In questa legge, l’acqua potabile all’interno di un edificio è classificata, a seconda dell’impiego, come derrata alimentare oppure come oggetto d’uso. L’acqua destinata a essere bevuta è classificata come acqua potabile ed è inclusa nella categoria delle derrate alimentari. Lo stesso vale per l’acqua potabile riscaldata.

Sulla base della LDerr sono state emanate diverse ordinanze che contengono regole più dettagliate per diversi ambiti. Per l’acqua potabile sono rilevanti soprattutto l’ODerr e l’OPPD.

2.5.2 ODerr

L’Ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (ODerr) è un’ordinanza basilare e trasversale a più ambiti, sulla quale si fondano diverse ordinanze successive. L’ODerr disciplina diversi aspetti che devono essere tenuti in considerazione per la produzione e la distribuzione di derrate alimentari e oggetti d’uso come l’acqua potabile – fra cui igiene, prelievo di campioni e controllo autonomo.

2.5.3 OPPD

L’Ordinanza del DFI sull’acqua potabile e sull’acqua per piscine e docce accessibili al pubblico (OPPD) disciplina il trattamento, l’erogazione e la qualità dell’acqua potabile quale derrata alimentare e dell’acqua quale oggetto d’uso. Essa stabilisce, in particolare, i requisiti concernenti l’acqua potabile, l’acqua per docce negli impianti accessibili al pubblico e l’acqua per piscine accessibili al pubblico.

2.5.4 Norme SIA 385/1 e 385/2

Le due norme riguardano gli impianti per acqua potabile calda negli edifici. La norma SIA 385/1 contiene i relativi principi e requisiti. A novembre 2020 è entrata in vigore una versione rielaborata della norma. La norma SIA 385/2 descrive i metodi di calcolo relativi alla progettazione di impianti di acqua calda. Le norme accompagnano i lavori di progettazione e disciplinano il riscaldamento dell’acqua, l’accumulo e la distribuzione di acqua calda efficienti a livello energetico e ineccepibili sotto l’aspetto igienico.

2.5.5 W3 della SSIGA

La direttiva W3 della SSIGA descrive i requisiti degli impianti di acqua potabile dalla conduttura di allacciamento interna all’abitazione (dal bordo interno del punto di entrata nell’edificio o dal contatore dell’acqua) fino ai punti di presa e agli apparecchi allacciati.

Vi sono tre relativi complementi:

  • Direttiva W3/C1 della SSIGA

    Il complemento 1 «Protezione contro il riflusso negli impianti sanitari» descrive le misure cautelari da adottare per evitare il riflusso di acqua non potabile dagli impianti domestici nella rete di approvvigionamento di acqua potabile, in modo da garantire sempre la qualità dell’acqua potabile.

  • Direttiva W3/C2 della SSIGA

    Il complemento 2 «Esercizio e manutenzione di impianti sanitari» stabilisce i requisiti per l’esercizio e la manutenzione di impianti idrosanitari negli edifici.

  • Direttiva W3/C3 della SSIGA

    Il complemento 3 «Igiene negli impianti di acqua potabile» descrive le misure per assicurare la buona prassi procedurale prevista dalla legge, in particolare per il rispetto delle buone prassi igieniche e di fabbricazione, al fine di garantire acqua potabile calda e fredda di qualità ineccepibile negli impianti di acqua potabile. Dal 1° settembre 2020, la prima edizione del 2018 è stata sostituita da una nuova versione che contiene misure e requisiti ancora più dettagliati per tutte le fasi nel ciclo di vita di un impianto di acqua potabile, dalla progettazione all’esercizio. Tutti gli edifici con licenza di costruzione a partire da tale data devono essere realizzati secondo la nuova direttiva. Anche i futuri risanamenti dovranno essere progettati sulla base di questa direttiva. Le prescrizioni relative alla prova di pressione, al primo riempimento e al lavaggio sono le stesse nella vecchia e nella nuova versione della direttiva – e devono quindi essere osservate come in passato.

  • Direttiva W3/C4 della SSIGA

    Il complemento 4 «Autocontrollo basato sul rischio negli impianti di acqua potabile negli edifici» è entrato in vigore il 1° marzo 2021. Contiene prescrizioni dettagliate per la garanzia della qualità da parte dei proprietari/gestori.

2.5.6 W5 della SSIGA

La direttiva W5 della SSIGA si applica a questioni di pianificazione e progettazione nonché per la costruzione, l’esercizio e la manutenzione tecnica di dispositivi di spegnimento, se essi sono direttamente o indirettamente allacciati alla rete di approvvigionamento di acqua potabile.