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2 Parametri d’esercizio

2.1 Campi d’impiego

Gli impianti solari termici vengono utilizzati prevalentemente nell’impiantistica domestica. Il calore ottenuto viene impiegato sia per il riscaldamento dell’acqua potabile – acqua di lavaggio, per la doccia e il bagno – sia per il riscaldamento ausiliario degli spazi abitativi.

Vengono tuttavia utilizzati anche in ambito industriale.

2.2 Temperature negli impianti solari

2.2.1 Temperatura d’esercizio

Per i collettori termici è necessario prestare attenzione soprattutto alle temperature d’esercizio e/o alle temperature di ristagno.

Collettori piatti

+40 … 80 °C

Collettori tubolari sottovuoto

+70 … 120 °C

Intervallo di temperatura dei collettori termici senza ristagno.

2.2.2 Temperature di ristagno nei collettori tubolari sottovuoto

Per i collettori tubolari sottovuoto vengono spesso indicate temperature di punta di 250 °C o superiori. Si tratta di temperature di ristagno nei tubi dei collettori. «Ristagno» significa che non ha luogo alcuna circolazione, pertanto queste elevate temperature possono essere raggiunte negli attacchi dei collettori ma non nel sistema del circuito.

Nella pratica vengono raramente misurate temperature superiori a 180 °C nelle condutture in caso di ristagno.

2.2.3 Sistema drain-back

Nei sistemi drain-back non si verificano condizioni di ristagno dell’impianto solare. Quando la pompa di circolazione si ferma, ad esempio in caso di guasto, oppure quando lo scaldacqua è pieno, il liquido termovettore viene scaricato in un recipiente. In questo modo viene impedita qualunque ulteriore trasmissione di calore e l’impianto viene protetto da temperature eccessive. Il liquido termovettore nei collettori solari non può surriscaldarsi o evaporare poiché, quando il serbatoio di accumulo è pieno, viene dapprima disinserita la pompa di circolazione, successivamente il liquido defluisce da sé dai collettori. Alla successiva messa in servizio, l’impianto si riempie automaticamente.

2.2.4 Liquidi termovettori

I liquidi termovettori hanno un limite d’impiego a una temperatura massima di ca. 180 °C. Temperature superiori possono provocare una decomposizione termica (cracking) del liquido termovettore. Il liquido termovettore può così diventare aggressivo e danneggiare i componenti dell’impianto – determinando, fra l’altro, un pericolo di corrosione.

Se si utilizzano liquidi termovettori devono essere osservate le avvertenze per l’impiego dei rispettivi medi.

2.2.5 Protezione termica

Nei circuiti solari, la rubinetteria (pompe, valvole di regolazione ecc.) deve essere protetta contro il surriscaldamento. Le temperature d’esercizio massime sono indicate nelle rispettive schede tecniche.

2.3 Liquidi termovettori e refrigeranti permessi

Per gli impianti solari termici sono permessi i seguenti liquidi termovettori e refrigeranti:

Denominazione (medio di base)

Impiego

Antifrogen® N (glicole monoetilenico)

Medio antigelo e anticorrosivo per impianti di raffreddamento e a pompa di calore nonché di riscaldamento di acqua calda, liquido rilevatore di perdite

Antifrogen® L (glicole propilenico)

Settore alimentare e dei generi voluttuari, medio antigelo e anticorrosivo per impianti di raffreddamento, solari e a pompa di calore, prodotto antincendio

Antifrogen® SOL HT (glicoli altobollenti)

Per impianti solari con elevata capacità termica, con protezione antigelo e anticorrosione

Pekasol® L (glicole propilenico)

Sistemi di riscaldamento e raffreddamento, pompe di calore, impianti sprinkler, refrigerazione di derrate alimentari

Pekasol® L (glicole propilenico)

Collettori piani e tubolari sottovuoto e relative combinazioni con impianti di riscaldamento

Glykolsol® N (glicole monoetilenico)

Pompe di calore, sonde geotermiche, impianti di climatizzazione, impianti di recupero del calore, sistemi di riscaldamento e raffreddamento

Tyfocor® L (glicole propilenico)

Impianti di riscaldamento e raffreddamento, impianti solari e a pompa di calore

Per impianti solari con elevata capacità termica

Liquidi termovettori e refrigeranti omologati

Le proprietà e i campi d’impiego dei singoli medi sono consultabili sulle rispettive schede tecniche del prodotto.