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3 Scelta del dispositivo di protezione adatto

3.1 Analisi e matrice di protezione

Il primo passaggio consiste in un’analisi dettagliata dell’impianto previsto. Si procede identificando i dispositivi che possono presentare un rischio di riflusso, quindi si determinano i punti di protezione e i relativi requisiti.

Determinanti per la scelta del dispositivo di protezione adatto sono le categorie di fluidi (👉 Categorie di liquidi) da separare.

Di fondamentale importanza sono anche i rapporti di pressione nel punto di protezione (W3/C1:2013 della SSIGA, capitolo 7.1). A tale scopo è necessario stabilire il livello massimo dell’acqua per l’esercizio e determinare se il punto di protezione è situato al di sopra o al di sotto di tale livello, vale a dire se la pressione in quel punto è più alta rispetto alla pressione atmosferica.

Caso 1: Punto di protezione al di sopra del livello massimo dell’acqua per l’esercizio, ossia p = atm

 img
Esempio di p = atm: ingresso vasca da bagno distante dal bordo della vasca da bagno.

Caso 2: Punto di protezione al di sotto del livello massimo dell’acqua per l’esercizio, ossia p > atm

 img
Esempio di p > atm: irrigazione del sottosuolo.

A questo punto, i dispositivi di protezione adatti possono essere individuati sulla base della matrice di protezione (W3/C1:2013 della SSIGA, capitolo 7.5).

Dispositivo di protezione

Categoria di fluido

1

2

3

4

5

AA

Scarico libero non ostacolato

*

AB

Scarico libero con troppopieno non circolare (non limitato)

*

AC

Scarico libero con alimentazione immersa comprendente ingresso d’aria e troppopieno

*

AD

Scarico libero con iniettore

*

AF

Scarico libero con troppopieno circolare (limitato)

*

AG

Scarico libero con troppopieno confermato da prova di depressione

*

BA

Disgiuntore di rete con zona di pressione centrale controllabile

CA

Disgiuntore di rete con zone di pressione diverse non controllabili

DA

Valvola antivuoto (aeratore) in linea

O

O

O

DB

Interruttore del tubo di tipo A2 con parti mobili

O

O

O

O

DC

Interruttore del tubo di tipo A1 con collegamento costante all’atmosfera

O

O

O

O

O

EA

Valvola di ritegno controllabile

EB

Valvola di ritegno non controllabile

Solo per un determinato consumo domestico

HB

Valvola antivuoto (aeratore) per attacchi di tubi flessibili

O

O

HC

Deviatore automatico

Solo per un determinato consumo domestico

HD

Valvola antivuoto (aeratore) per attacchi di tubi flessibili, combinata con valvola di ritegno (combinazione di valvole)

O

LA

Valvola antivuoto (aeratore) pressurizzata

O

O

LB

Valvola antivuoto (aeratore) pressurizzata, combinata con valvola di ritegno a valle

O

Matrice di protezione secondo la direttiva W3/C1:2013 della SSIGA, capitolo 7.5

Previene il rischio

O

Previene il rischio solo se p = atm

Non previene il rischio

*

Non pertinente

Si tenga presente che il montaggio deve essere effettuato in un punto e in un ambiente adatti. In particolare non è consentito montare dispositivi di protezione con aerazione atmosferica (ad esempio AA, BA, CA) in caso di pericolo di allagamento.

In molti casi, i dispositivi di protezione adatti sono già integrati negli apparecchi «a sicurezza intrinseca» ed è dunque possibile un collegamento diretto. Il prodotto e/o la documentazione devono essere esaminati con attenzione per accertare che tale «sicurezza intrinseca» sia presente e sufficiente per l’applicazione specifica.

Nel capitolo 👉 Esempi di soluzioni di protezione sono riportati vari esempi concreti e casi applicativi per i diversi dispositivi di protezione.

3.2 Protezione individuale vs. protezione collettiva

Per la protezione dei punti di presa e dei dispositivi sussistono, in linea generale, due possibilità:

  • Una protezione collettiva in cui più punti di presa e dispositivi vengono protetti da un dispositivo di protezione comune. Nel caso della protezione collettiva, il tipo di protezione contro il riflusso è determinato dai punti di prelievo o dagli apparecchi dai quali può derivare il massimo pericolo possibile nella categoria di fluidi più sfavorevole (direttiva W3/C:2013 della SSIGA, capitolo 4.1).

  • Una protezione individuale di ciascun punto di presa e di ciascun dispositivo.

In passato, la soluzione tendenzialmente più utilizzata era quella della protezione collettiva. Negli edifici abitativi, per le condutture montanti veniva spesso utilizzata una protezione collettiva costituita da una valvola di ritegno alla base e da un aeratore all’estremità superiore della conduttura montante (👉 Protezione collettiva obsoleta della conduttura montante, non ammessa in Svizzera (a sinistra) vs. protezione individuale (a destra).). In Svizzera, tuttavia, la protezione collettiva non ha mai costituito una regola della tecnica.

Oggi si tende invece a preferire una protezione individuale. In Svizzera, la protezione individuale è addirittura l’unica soluzione possibile. La direttiva W3/C1:2013 della SSIGA vieta esplicitamente il collegamento di punti di presa dell’acqua potabile a valle di una protezione collettiva (W3/C1:2013 della SSIGA, capitolo 5.2.2).

Una protezione collettiva è sconsigliabile per i seguenti motivi:

  • L’acqua non potabile può fluire senza ostacoli fino al punto di protezione comune, arrivando quindi alle tubature al piano e alle condutture di distribuzione. Questa eventualità non può invece verificarsi con una protezione individuale, in quanto la protezione viene realizzata direttamente nel punto specifico.

  • Nel caso di una protezione collettiva di condutture montanti, alle estremità vengono a crearsi tubature cieche che favoriscono la proliferazione di germi.

  • Si verificano delle perdite di pressione, ad esempio nelle condutture di circolazione che devono essere tenute in considerazione ai fini del dimensionamento della pompa.

La protezione collettiva può sembrare meno dispendiosa poiché richiede l’installazione e la manutenzione di un minor numero di dispositivi di protezione ma la protezione individuale può essere realizzata su misura per i singoli punti di presa – e, in molti casi, può essere già integrata nella rubinetteria a sicurezza intrinseca.

 img
Protezione collettiva obsoleta della conduttura montante, non ammessa in Svizzera (a sinistra) vs. protezione individuale (a destra).

3.3 Mitigazione del rischio in ambito domestico

La direttiva W3/C1:2013 della SSIGA prevede, per l’ambito domestico, la possibilità di mitigazione del rischio: In ragione del moderato potenziale di rischio, in questo ambito possono essere sfruttati alcuni fattori di mitigazione in modo tale che risulti sufficiente la protezione per una categoria di fluidi più conveniente. La certificazione della rubinetteria tiene già conto della mitigazione del rischio. Presupposto per il relativo impiego è che il montaggio e l’esercizio avvengano conformemente alle prescrizioni del produttore o del fornitore.

A tale riguardo, la norma EN 1717:2011 compie un ulteriore passo avanti: la Tabella 3 contiene un elenco dettagliato dei punti di presa e dei dispositivi con mitigazione del rischio.

Punti di presa e dispositivi

Categoria

Dispositivi di protezione consentiti

Punto di presa con soffione in lavabo, lavello, doccia, vasca da bagno; a eccezione di WC e bidet

5

Dispositivi di protezione adatti per la categoria 2 ed EB, ED, HC

Vasca da bagno con ingresso al di sotto del bordo superiore a)

5

Dispositivi di protezione adatti per la categoria 3

Rubinetti di presa con raccordo portagomma in ambito domestico a) b)

5

Dispositivi di protezione adatti per la categoria 3

Impianto di irrigazione per superfici verdi – impianto di irrigazione del sottosuolo a)

5

Dispositivi di protezione adatti per la categoria 4

EN 1717:2011, Tabella 3.

a)

La posizione di installazione del dispositivo di protezione deve essere al di sopra del livello massimo dell’acqua per l’esercizio.

b)

Destinati all’igiene personale, alle pulizie o all’irrigazione di giardini.

In Svizzera, alcune di queste prescrizioni della norma EN 1717:2011 vengono applicate alla lettera. In alcuni ambiti, tuttavia, vengono impiegati dispositivi di protezione diversi. Esempi concreti: 👉 Mitigazione del rischio in ambito domestico.