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6 Responsabilità durante l’esercizio

6.1 Obblighi del gestore

Gli impianti di acqua potabile negli edifici destinati all’uso personale e che servono soltanto all’utilizzo domestico privato non rientrano nell’ambito di applicazione della legislazione sulle derrate alimentari. A tale riguardo si applica la responsabilità personale del proprietario/gestore. Tuttavia, il proprietario/gestore deve accertarsi «che l’impianto di acqua potabile edilizio venga progettato, realizzato, utilizzato e sottoposto a manutenzione in base alle regole della tecnica riconosciute e che non determini alcun pericolo per la rete di distribuzione idrica comunale» (W3/C4: 5.1). Un controllo autonomo non è prescritto, tuttavia viene fortemente raccomandato per scongiurare pericoli per la salute della persona stessa e dei suoi familiari.

Diversa è la situazione per i proprietari/gestori di impianti edilizi che forniscono acqua potabile per utenti finali (affittuari, impiegati, clienti ecc.). Essi vengono considerati «fornitori di acqua» (art. 2 cpv. c OPPD). Tra questi figurano anche attività commerciali come ristoranti o ambulatori medici affittati all’interno di un edificio e che, a loro volta, forniscono acqua potabile a utenti finali. Ai sensi della Legge sulle derrate alimentari (LDerr), tali proprietari/gestori sono soggetti all’obbligo di controllo autonomo e sono responsabili della qualità dell’acqua potabile fornita (art. 26 LDerr). Sono tenuti a effettuare controlli regolari, ad assicurare la manutenzione dell’impianto di acqua potabile ai sensi della direttiva W3/C2 e a far eseguire le riparazioni a qualificati professionisti della tecnica idrosanitaria. Ulteriori dettagli sono contenuti nell’Ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (ODerr), in particolare l’obbligo di designare una persona responsabile del controllo autonomo (art. 73 ODerr) e di tenere un’adeguata documentazione (art. 85 ODerr).

Anche l’acqua per docce negli impianti accessibili al pubblico è considerata oggetto d’uso ed è disciplinata nella Legge sulle derrate alimentari (art. 5 cpv. i LDerr). Impianti per docce accessibili al pubblico si trovano, ad esempio, in ospedali, case di cura, hotel o aziende con docce per il personale. Per contro, gli impianti per docce negli appartamenti in affitto destinati all’uso domestico privato da parte dell’inquilino o dei suoi familiari e amici di famiglia non sono considerati impianti per docce accessibili al pubblico. Anche i proprietari/gestori di impianti per docce accessibili al pubblico sono tenuti a garantire una qualità ineccepibile dell’acqua per docce attraverso un relativo controllo autonomo a livello aziendale. Anche questi soggetti sono obbligati, ai sensi della ODerr, a designare una persona responsabile e a documentare il controllo autonomo.

6.2 Obblighi degli inquilini

Anche gli inquilini devono contribuire ad assicurare la qualità dell’acqua potabile adottando un comportamento di utilizzo corretto. Questo comprende il prelievo regolare di acqua da tutti i rubinetti o un lavaggio regolare (una o due volte alla settimana) e sufficiente dell’acqua fredda e dell’acqua calda da tutti i punti di presa. Dopo un periodo di assenza, gli inquilini devono rispettare le misure prescritte in W3/C3:2020, 12.3, Tab. 2 (si veda 👉 Misure in caso di tempi di ristagno brevi e lunghi secondo W3/C3:2020, 12.3, tab. 2.). In quanto utenti sono inoltre responsabili della regolare decalcificazione dei soffioni delle docce e dei regolatori del getto nonché della sostituzione periodica dei tubi flessibili della doccia. In caso di problemi devono segnalarli prontamente al proprietario/gestore.

Anche i proprietari/gestori che abitano personalmente il proprio immobile dovrebbero osservare queste raccomandazioni di utilizzo.

6.3 Concetto di controllo autonomo di W3/C4

Il 1° marzo 2021 è entrata in vigore la direttiva W3/C4 della SSIGA «Autocontrollo basato sul rischio negli impianti di acqua potabile negli edifici». Lo scopo della nuova direttiva è quello di fornire supporto ai proprietari/gestori di impianti di acqua potabile negli edifici che forniscono acqua a soggetti terzi nell’adozione del controllo autonomo.

Il concetto di controllo autonomo regolamenta i seguenti aspetti:

A tale riguardo vanno considerati i seguenti dettagli:

  • Condizioni nominali, quali valori e temperature impostati, che devono essere rispettate nei punti di controllo

  • Frequenza del controllo

  • Misure in caso di superamento dei valori impostati e verifica dell’efficacia di tali misure

  • Gestione delle anomalie di funzionamento e dei reclami relativi alla qualità dell’acqua

  • Adeguamento delle misure in caso di cambiamento delle condizioni di esercizio o situazioni di rischio

6.3.1 Attività da eseguire periodicamente

La direttiva W3/C4 prevede, per le diverse categorie di edifici, determinati intervalli minimi entro i quali devono essere eseguite le attività periodiche.

Categoria dell’edificio

Controlli di routine del funzionamento

Controlli di routine della temperatura

Campionamento legionelle 2)

Liste di controllo per la gestione del rischio

Manutenzione tecnica dell’impianto e degli apparecchi

Ospedali con reparto di cure intensive

1 settimana

1 mese

6 mesi

1 anno

almeno una volta all’anno

oppure

secondo W3/C2

oppure

secondo le istruzioni del produttore

oppure

secondo la web app suissetec

Ospedali

1-2 settimane

1 mese

1 anno

1 anno

Case di cura e case per anziani

2-4 settimane

2 mesi

1 anno

1 anno

Caserme, strutture della protezione civile, carceri

1 mese

3 mesi

3 anni

1-2 anni

Alberghi

1 mese

3 mesi

1-2 anni

1-2 anni

Altre strutture di alloggio 1)

1 mese

3 mesi

3 anni

1-2 anni

Strutture scolastiche e impianti sportivi con docce

1 mese

3 mesi

3 anni

1-2 anni

Docce in stazioni ferroviarie, aeroporti, aree di servizio

1 mese

3 mesi

3 anni

1-2 anni

Impianti per docce nelle piscine

1 mese

3 mesi

3 anni

1-2 anni

Docce per il personale

1 mese

3 mesi

3 anni

1-2 anni

Spazio abitativo locato

1 mese

3 mesi

3)

1-2 anni

1)

Strutture di alloggio come pensioni, locande, motel, campeggi, bed & breakfast, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, appartamenti per affitti brevi ecc.

2)

In base alla propria valutazione del rischio possono essere opportuni ulteriori controlli e parametri di controllo.

3)

In caso di sospetto fondato, in particolare in caso di malattia o inosservanza delle regole della tecnica generalmente riconosciute, vengono raccomandati relativi campionamenti.

Intervalli minimi delle attività periodiche secondo la direttiva W3/C4 della SSIGA, 7.2, Tab. 1 (l’elenco non ha pretese di esaustività).

6.3.1.1 Controlli di routine del funzionamento

Nei controlli di routine del funzionamento, l’impianto di acqua potabile viene sottoposto a un controllo visivo, tattile, uditivo e olfattivo. Le temperature e la funzionalità dei componenti dell’impianto non devono essere documentati per iscritto, eccetto nel caso di irregolarità. Queste vengono documentate e utilizzate come base per la gestione del rischio.

Secondo la direttiva W3/C4, 7.2.1, il controllo di routine del funzionamento comprende almeno le attività seguenti:

  • Controllo della temperatura direttamente all’uscita dallo scaldacqua

  • Controllo della temperatura all’entrata del flusso di circolazione nello scaldacqua

  • Controllo del funzionamento di tutti i componenti nelle condutture mantenute calde come pompa di circolazione, valvole di regolazione per la circolazione, nastri riscaldanti, regolatori della potenza dei nastri riscaldanti ecc.

6.3.1.2 Controlli di routine della temperatura

Nei controlli di routine della temperatura vengono rilevate e documentate per iscritto determinate temperature con l’ausilio di strumenti di misurazione. Per garantire l’affidabilità dei valori di misurazione, prima del rilevamento è necessario controllare il corretto funzionamento e la plausibilità degli strumenti di misurazione (misurazioni di prova della temperatura ambiente e della temperatura corporea nonché misurazione comparata dell’acqua potabile con un altro strumento di misurazione).

I risultati dei controlli di routine della temperatura costituiscono una delle basi per la gestione del rischio.

Secondo la direttiva W3/C4, 7.2.2, i controlli di routine della temperatura comprendono almeno le attività seguenti:

  • Controllo della temperatura direttamente all’uscita dallo scaldacqua

  • Controllo della temperatura di tutte le circolazioni di ritorno nelle condutture mantenute calde

  • Controllo del funzionamento di tutti i componenti nelle condutture mantenute calde come pompa di circolazione, valvole di regolazione per la circolazione, nastri riscaldanti, regolatori della potenza dei nastri riscaldanti ecc.

6.3.1.3 Prelievo di campioni
Campionamento delle legionelle come parte del controllo autonomo

Il controllo autonomo prescritto dalla direttiva W3/C4 della SSIGA comprende un regolare campionamento delle legionelle dell’acqua potabile. A seconda della categoria dell’edificio, il campionamento deve essere eseguito in intervalli variabili tra 6 mesi e 3 anni. In caso di spazio abitativo locato, il campionamento va svolto almeno nel momento in cui si sospetta una contaminazione.

Il prelievo di campioni deve essere eseguito a regola d’arte. Il prelievo e l’analisi dei campioni prelevati devono essere affidati a un laboratorio di analisi accreditato che adotta una procedura di prova convalidata.

L’OPPD stabilisce i requisiti microbiologici dell’acqua nella rete di distribuzione e come oggetto d’uso per piscine e docce accessibili al pubblico (👉 Valori limite dell’OPPD). Per il settore privato non fissa valori limite microbiologici.

Per la valutazione della situazione igienica, la direttiva W3/C4 della SSIGA rimanda ai gradi di contaminazione previsti dalla raccomandazione UFSP/USAV sulla legionella:

Concentrazione legionella spp.

Grado di contaminazione

[UFC/l]

< 100

Requisito per ospedali con reparto di cure intensive

< 1'000

Contaminazione nulla o bassa

1'000-10'000

Contaminazione moderata

> 10'000

Contaminazione da elevata a massiccia

Gradi di contaminazione secondo la direttiva W3/C4:2021 della SSIGA, 10, e raccomandazione UFSP/USAV «Legionella e legionellosi», agosto 2018.

Se dal campionamento emerge una contaminazione da legionella o un altro difetto di qualità è necessario eseguire un’analisi generale richiedendo l’intervento di diversi specialisti. L’analisi è finalizzata a stabilire se e in quale misura è presente una contaminazione periferica o sistemica.

Nota: La direttiva W3/C4 della SSIGA prescrive un campionamento regolare dell’acqua potabile limitato, come standard, alle legionelle. Tuttavia specifica anche che, nell’ambito del campionamento di routine, possono essere verificati anche «ulteriori parametri di controllo in base alla valutazione del rischio aziendale» (W3/C4 SSIGA, 9.3). Ad esempio può essere opportuno effettuare analisi chimiche. In ambito chimico, l’OPPD prescrive dei valori limite validi sia nel settore pubblico sia in quello privato.

Valvole di campionamento

Si consiglia di installare valvole di campionamento per un prelievo ottimale dei campioni di acqua. La disposizione delle valvole di campionamento dipende dalla singola rete di condutture. In ogni caso è necessaria una valvola di campionamento nei tre punti seguenti, indipendentemente dalle dimensioni dell’immobile:

  • all’entrata dell’acqua nell’edificio (a valle del contatore dell’acqua)

  • all’uscita dallo scaldacqua

  • nella circolazione dell’acqua calda (se presente), prima del ritorno nell’accumulatore

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Valvole di campionamento.

A seconda della tipologia e delle dimensioni dell’impianto, in determinati punti è necessario prevedere possibilità di collegamento per valvole di campionamento aggiuntive (W3/C3:2020, 6.14). Questi punti possono, ad esempio, essere i seguenti:

  • all’inizio di ogni conduttura montante di acqua fredda

  • all’inizio di ogni conduttura montante di acqua calda

  • su ogni sezione di circolazione

  • a monte dello scaldacqua

Le valvole di campionamento devono essere sempre raggiungibili.

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Procedura di campionamento

Il prelievo di campioni deve essere effettuato da un tecnico specializzato. È utile campionare separatamente l’impianto di acqua calda e l’impianto di acqua fredda. Andrebbe evitato il campionamento di acque miste, in quanto rende più difficile l’interpretazione dei risultati. Tuttavia non è sempre possibile rispettare questa indicazione in presenza di miscelatori monocomando. In questo caso occorre quanto meno garantire che, per il prelievo di acqua calda, la leva venga portata completamente nella posizione dell’acqua calda e, per il prelievo di acqua fredda, completamente nella posizione dell’acqua fredda.

Per il prelievo di campioni di acqua dai rubinetti di riferimento (per campioni di acqua sia calda sia fredda) si eseguono le seguenti operazioni:

1. Preparazione del punto di presa:

  • Rimuovere regolatori del getto o altri elementi di rubinetteria.

  • Disinfettare il punto di erogazione del rubinetto di presa passandolo alla fiamma (metodo preferenziale), nebulizzando dell’alcool (etanolo 70 %) o con un tampone imbevuto di alcool.

2. Mandata sul rubinetto di presa:

  • Aprire il rubinetto di presa, regolare un getto d’acqua non troppo forte.

  • Lasciare scorrere da 1 a 3 litri di acqua in un recipiente graduato e scartarli.

3. Riempimento del contenitore dei campioni:

  • Subito dopo (senza chiudere e riaprire il rubinetto di presa) versare l’acqua in un recipiente per campioni sterile. Il volume del campione deve essere di almeno 250 ml. Per il campionamento di acqua stagnante si raccomanda un volume massimo di 1 litro.

  • Chiudere il recipiente.

4. Misurazione della temperatura al prelievo del campione:

  • Subito dopo versare altri ca. 250 ml di acqua in un recipiente graduato.

  • Misurare immediatamente la temperatura dell’acqua e documentarla come «temperatura di prelievo del campione».

5. Misurazione della temperatura dell’acqua a temperatura costante:

  • Lasciare scorrere l’acqua dal rubinetto di presa in un recipiente graduato finché la temperatura non è costante.

  • Misurare la temperatura dell’acqua nel recipiente graduato e documentarla come «temperatura costante», idealmente con l’indicazione del tempo trascorso fino al raggiungimento della temperatura costante.

Fasi del prelievo di campioni secondo la raccomandazione del Ministero dell’ambiente tedesco «Systemische Untersuchungen von Trinkwasser-Installationen auf Legionellen nach Trinkwasserverordnung – Probenahme, Untersuchungsgang und Angabe des Ergebnisses» (Controlli sistemici della legionella negli impianti di acqua potabile secondo il Regolamento sull’acqua potabile – prelievo di campioni, procedura d’esame e indicazione dei risultati, dicembre 2018) e secondo le raccomandazioni UFSP/USAV «Legionella e legionellosi», agosto 2018

Valori limite dell’OPPD

Vanno rispettati i requisiti microbiologici e chimici concernenti l’acqua potabile. Per quanto riguarda i valori limite dell’OPPD occorre osservare quanto segue:

  1. L’OPPD stabilisce i requisiti microbiologici concernenti l’acqua potabile nella rete di distribuzione, ossia fino al contatore dell’acqua (👉 Estratto da OPPD:2018, All. 1.). Nel settore privato non sono fissati valori microbiologici limite per l’acqua potabile.

  2. L’OPPD stabilisce i requisiti microbiologici dell’acqua quale oggetto d’uso per piscine e docce accessibili al pubblico (👉 Estratto da OPPD:2018, All. 5.).

  3. L’OPPD stabilisce i requisiti chimici concernenti l’acqua potabile per il settore pubblico e privato (👉 Estratto da OPPD:2018, All. 2.).

Requisiti microbiologici concernenti l’acqua potabile (OPPD:2018, All. 1)
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Estratto da OPPD:2018, All. 1.
Requisiti microbiologici dell’acqua per piscine e docce accessibili al pubblico (OPPD:2018, All. 5)
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Estratto da OPPD:2018, All. 5.
Requisiti chimici concernenti l’acqua potabile (OPPD:2018, All. 2)
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Estratto da OPPD:2018, All. 2.
6.3.1.4 Manutenzione dell’impianto

Dopo la messa in servizio, la responsabilità relativa al mantenimento di una qualità dell’acqua ineccepibile dal contatore dell’acqua passa al proprietario/gestore. Ciò implica anche che il proprietario/gestore è tenuto a «far eseguire da personale qualificato regolari operazioni di controllo e manutenzione» (art. 4 cpv. 3 OPPD). Queste misure di manutenzione devono essere eseguite sulla base di una programmazione sistematica ed essere protocollate in modo tale «da essere sempre rintracciabili» (W3/C2, 3).

È compito dei progettisti e degli installatori informare il proprietario/gestore in merito a questo obbligo di manutenzione. Nel caso ideale, i lavori di manutenzione vengono tenuti in considerazione dal progettista già in sede di gara d’appalto.

La frequenza raccomandata per le misure d’ispezione e manutenzione ordinaria può essere adeguata in base ai seguenti fattori:

  • Dimensione e complessità dell’impianto idrosanitario

  • Tipo di utilizzo dell’acqua (bere, cucinare, fare la doccia, scopi medici ecc.)

  • Utenze (sensibilità)

  • Modalità d’impiego dell’impianto idrosanitario (costante, intermittente, stagionale ecc.)

La direttiva W3/C2:2013 della SSIGA prescrive, tra l’altro, i seguenti intervalli di manutenzione:

Parte d’impianto e unità

Ispezione

Manutenzione ordinaria

Filtro risciacquabile
Grado di filtrazione 80-150 µm

Ogni 2 mesi

Filtro non risciacquabile
Grado di filtrazione 80-150 µm

Almeno ogni 6 mesi

Filtro
Grado di filtrazione < 80 µm

Ogni 2 mesi

Sfiato per tubo HB
per l’allacciamento di tubi flessibili

Ogni anno

Ogni anno

Deviatore automatico HC

Ogni anno

Scarico libero AB (stazione di separazione e sicurezza)

Ogni anno

Valvola di ritegno EA
controllabile

Ogni anno

Ogni anno

Valvola di ritegno EB
non controllabile

Ogni anno

Sostituzione ogni 10 anni

Disgiuntore di rete CA
con zone a pressione diverse non controllabili

Ogni anno

Disgiuntore di rete BA
con zona a pressione media controllabile

Ogni anno, come da contratto di manutenzione

Riduttore di pressione

Ogni anno

Ogni anno

Pompa di pressurizzazione

Ogni anno

Addolcitore

Ogni 2 mesi

Ogni anno

Gruppo di sicurezza
per acqua d’espansione

Ogni 6 mesi

Ogni anno

Valvola di sicurezza
per acqua d’espansione

Ogni 6 mesi

Ogni anno

Scaldacqua

Ogni 6 mesi

Ogni anno

Tubazioni

Ogni anno

Contatore dell’acqua, abitazione indipendente

Ogni anno

In base al gestore della rete di distribuzione

Contatore dell’acqua, appartamento

Ogni anno

Oni 5 anni

Estratto dalla direttiva W3/C2:2013, 11, Tab. 1 della SSIGA.

Per permettere lo svolgimento della manutenzione occorre assicurare che tutte le rubinetterie (valvole d’arresto, valvole di regolazione, valvole di campionamento ecc.) siano sempre raggiungibili.

La manutenzione degli impianti di depurazione dell’acqua potabile comprende tutte le sezioni di condutture visibili, le rubinetterie e gli apparecchi (ad esempio addolcitori d’acqua).

Per gli addolcitori d’acqua e i disgiuntori di rete BA, la Nussbaum offre un servizio di manutenzione.

6.3.2 Gestione del rischio periodica

Il controllo autonomo secondo l’ODerr prevede un’analisi dei pericoli secondo il sistema HACCP (art. 78 segg. ODerr). A tale riguardo, HA significa «hazard analysis», vale a dire identificazione e valutazione dei pericoli che devono essere evitati, eliminati o ridotti a un livello accettabile. CCP significa «critical control point(s)», vale a dire la determinazione dei punti di controllo critici nelle fasi di lavorazione in cui si rende necessario un controllo, al fine di evitare un pericolo, eliminarlo o ridurlo a un livello accettabile.

La valutazione del rischio secondo la direttiva W3/C4 della SSIGA avviene secondo gli stessi principi, tuttavia con una procedura semplificata secondo la buona prassi procedurale (BPP), con l’ausilio di liste di controllo per la gestione del rischio.

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Processo continuo del controllo autonomo basato sul rischio secondo W3/C4.
6.3.2.1 Requisiti

Per la gestione del rischio periodica in base alle liste di controllo devono essere soddisfatti i seguenti requisiti:

  • 👉 Incartamento del fabbricato documentato in modo completo

  • Osservanza dell’esercizio conforme alle disposizioni

  • Manutenzione regolare dei singoli componenti dell’impianto secondo la direttiva W3/C2 della SSIGA

Incartamento del fabbricato

L’incartamento del fabbricato deve essere messo a disposizione del proprietario/gestore al momento della consegna. Contiene i documenti seguenti (W3/C4:2021 SSIGA, 7.3.1):

  • Descrizione dell’immobile

  • Libro dei vani

  • Concetto di igiene*

  • Contratti d’uso

  • Planimetrie rivedute*

  • Schemi riveduti

  • Specifiche dei prodotti e dei materiali*

  • Istruzioni tecniche di uso e manutenzione di tutti gli apparecchi rilevanti, impianti di depurazione dell’acqua potabile, rubinetti delle condutture e rubinetti di presa*

  • Istruzioni di montaggio e istruzioni per l’uso del produttore*

  • Istruzioni per l’uso dell’impianto di acqua potabile

  • Istruzioni di manutenzione tecnica dell’impianto di acqua potabile

  • Libretto di assistenza per la registrazione dei controlli e degli interventi di manutenzione periodici

  • Protocollo di collaudo e consegna*

* La Nussbaum può offrire supporto a progettisti e installatori riguardo a tanti di questi punti. Per quanto riguarda il concetto di igiene, su www.nussbaum.ch/igiene-aqua-potabile sono disponibili informazioni approfondite sull’igiene dell’acqua potabile e sul modello a livelli della Nussbaum. Tutti i dati del produttore necessari per i prodotti della Nussbaum possono essere reperiti in modo rapido e semplice nell’Online-Shop – tra cui dati BIM per le planimetrie, schede tecniche con relative specifiche, ausili per la prova di pressione nonché istruzioni di montaggio e per l’uso. Per gli addolcitori d’acqua e i disgiuntori di rete BA, la Nussbaum offre un servizio di manutenzione ordinaria. Per quanto concerne il protocollo di consegna, su www.nussbaum.ch/igiene-aqua-potabile si può scaricare un modulo che contiene tutti i punti rilevanti e può essere semplicemente compilato al momento della consegna.

6.3.2.2 Rilevamento BPP

Con il rilevamento «Buona prassi procedurale» (BPP) viene rilevata la situazione effettiva sulla base di liste di controllo. La direttiva W3/C4 della SSIGA contiene una lista di controllo con 111 punti. Il numero dei punti da considerare dipende dall’immobile in questione. I punti comprendono aspetti d’esercizio, organizzativi e tecnici – e riguardano, tra gli altri, i temi seguenti:

  • Completezza delle planimetrie, degli schemi e di altri documenti

  • Comportamento di utilizzo

  • Materiali impiegati

  • Qualità dell’acqua (acqua fredda e acqua calda)

  • Temperature dell’acqua e tempi di erogazione

  • Corretto stato e manutenzione di diversi componenti dell’impianto

6.3.2.3 Valutazione del rischio, definizione e attuazione delle misure

In una fase successiva, i punti del rilevamento BPP vengono valutati dal punto di vista del soddisfacimento dei requisiti.

Se alla domanda «Requisito soddisfatto?» è possibile rispondere «Sì» non è necessario adottare alcuna misura. Se la risposta è «No» o «In parte» è necessario adottare relative misure.

Inoltre viene assegnato un grado di priorità:

  • 1 = adozione immediata

  • 2 = entro 6 mesi

  • 3 = pianificazione del budget a medio termine

Le misure vengono stabilite per iscritto e adottate da una persona qualificata. L’adozione delle misure viene documentata. Se necessario, per l’elaborazione di misure adeguate viene richiesta la consulenza di esperti.

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Estratto delle liste di controllo per la gestione del rischio, W3/C4, All. 2.
6.3.2.4 Valutazione del sistema di controllo autonomo

Nella gestione del rischio, anche il concetto di controllo autonomo deve essere verificato per accertarne l’efficacia e l’attualità. Se necessario, il concetto va adattato in ragione di mutate condizioni di esercizio o sulla base di nuovi evincimenti.

Anche per ciò, il gestore può usufruire delle liste di controllo della direttiva W4/C4.

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Estratto della valutazione del sistema di controllo autonomo, W3/C4, All. 2.