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4 Direttive generali di montaggio e progettazione

Durante l’installazione e le successive attività di controllo e manutenzione dell’impianto è necessario osservare determinati principi e procedure di lavoro ben definite al fine di garantire una qualità ineccepibile dell’acqua potabile.

4.1 Direttiva materiali

Il primo nonché principale fattore d’influenza dell’igiene dell’acqua potabile è costituito dai materiali utilizzati. A questo riguardo è necessario tenere conto di due aspetti.

Scegliere i materiali in modo intelligente:

  • Nella centrale idrica domestica e nel tratto montante impiegare materiali metallici (Optiarmatur, Optipress-Aquaplus); al piano utilizzare tubi in materiale sintetico (Optiflex) nell’impianto a punto di presa singolo. Il dimensionamento dev’essere ottimizzato in base al flusso.

  • Utilizzare esclusivamente rubinetterie e sistemi di condutture testate sotto il profilo igienico e con certificazione SSIGA. Tutte le rubinetterie e i sistemi di condutture della Nussbaum soddisfano questo requisito.

  • Assicurarsi inoltre che anche tutti gli altri materiali a contatto con l’acqua potabile (ad es. flessibili doccia) siano idonei.

    Nota: ad essere rilevante per l’igiene dell’acqua potabile non è solo la composizione dei materiali, ma anche la loro struttura superficiale: più le superfici dei tubi sono ruvide, più agevolano la proliferazione dei microorganismi.

  • Utilizzare componenti senza piombo per l’installazione, per soddisfare i requisiti dell’OPPD:2018 (👉 Valori limite dell’OPPD) e di Minergie-ECO.

Conservare e lavorare i materiali nel modo corretto:

  • Trasportare e conservare i materiali al riparo dagli influssi ambientali (sporco, umidità, calore, gelo, raggi UV, sostanze chimiche). Provvedere a uno stoccaggio separato secondo i materiali (W3/C3:2020, 7.4).

  • Lavorare tubi, pezzi speciali e rubinetterie in modo igienico secondo il promemoria suissetec.

  • Osservare le istruzioni del produttore e le direttive di montaggio.

  • Togliere gli imballaggi e i cappucci di protezione solo poco prima della lavorazione (👉 Imballaggio).

  • Chiudere i componenti dell’impianto non pronti con cappucci e tappi per impedire la penetrazione di sporco. Proteggere i tubi, i pezzi speciali e le rubinetterie dalla penetrazione di impurità applicando tappi o adottando misure similari.

  • Operazioni quali la prova a pressione e il primo riempimento vanno eseguite in modo tale che i materiali rimangano in condizioni igienicamente ineccepibili (👉 Direttiva procedure di lavoro).

Ulteriori informazioni sull’utilizzo dei materiali sono disponibili qui:

4.2 Direttiva temperatura

Devono essere evitate temperature dell’acqua nell’intervallo critico per la contaminazione da germi. Nel caso dell’acqua fredda l’aspetto igienico deve essere considerato con particolare attenzione, poiché le misure di disinfezione sono più difficilmente attuabili rispetto a quanto avviene con l’acqua calda (per la quale è invece possibile eseguire una disinfezione termica).

Per il mantenimento della temperatura si applicano i seguenti requisiti:

  • Mantenere una temperatura massima dell’acqua fredda di 25 °C (W3/C3:2020, 6.1). Alla consegna è necessario assicurare che questa temperatura massima venga rispettata su tutti i punti di presa dopo un tempo di mandata di 30 s (W3/C3:2020, 10).

  • Rispettare le temperature dell’acqua calda prescritte dalla norma SIA 385/1:2011, 3.2.4 e dalla Direttiva W3/C3:2020, 6.1.

    • 60 °C all’uscita dello scaldacqua

    • 55 °C nelle condutture mantenute in temperatura calda (fino al distributore compreso)

    • 50 °C nel punto di presa (dopo 7 volte il tempo d’erogazione)

  • Rispettare i tempi d’erogazione massimi per l’acqua calda prescritti dalla norma SIA 385/2:2015, 3.2 e 3.3. Si intende a questo riguarda il tempo necessario per il raggiungimento di una temperatura di 40 °C nel punto di presa (SIA 385/2:2015, Allegato G.2). Sono prescritti:

    • 10 secondi nel caso di condutture mantenute in temperatura calda

    • 15 secondi nel caso di condutture non mantenute in temperatura calda

Per soddisfare questi requisiti sono d’aiuto le seguenti misure:

  • Evitare trasferimenti di calore tramite separazione termica nel tratto montante e al piano.

  • Ridurre al minimo il tempo d’erogazione mediante una posa e un dimensionamento ottimali delle condutture al piano.

  • Nei punti di collegamento tra condutture mantenute e condutture non mantenute in temperatura calda installare sifoni termici sotto forma di tubo discendente. L’altezza del sifone termico dev’essere di almeno 7 volte il diametro interno del tubo (ID) o di almeno 15 cm (SIA 385/1:2011, 5.5.4).

    I sifoni termici evitano il raffreddamento dovuto a circolazione controcorrente all’interno del tubo. L’acqua fredda, essendo più densa, si accumula nel punto più basso del sifone e non può rifluire nello scaldacqua e/o nella conduttura mantenuta in temperatura calda. Al contempo, l’acqua calda presente nello scaldacqua e/o nella conduttura mantenuta in temperatura calda non può scendere nel sifone termico più freddo, e non può pertanto fluire e raffreddarsi nel tubo di raccordo.

    Nota: le prolunghe isolate aventi lunghezza ≤ 1 m vengono considerate come condutture mantenute in temperatura calda.

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Sifone termico nel punto di collegamento tra una conduttura mantenuta in temperatura calda e una conduttura non mantenuta in temperatura calda

Ulteriori informazioni sul mantenimento della temperatura sono disponibili qui:

4.3 Direttiva ristagno

Non è possibile evitare completamente i ristagni nel sistema di distribuzione dell’acqua potabile. Adottando le seguenti misure è tuttavia possibile ridurre sensibilmente il rischio di ristagno.

  • Mantenere quanto più basso possibile il volume d’acqua potabile nell’impianto. L’obiettivo è permettere un ricambio completo dell’acqua entro max. 72 ore (W3/C3:2020, 6.1.2, 👉 Regola delle 72 ore).

  • La Nussbaum consiglia a questo riguardo di progettare condutture di distribuzione dimensionate in modo ottimale e condutture d’erogazione corte con diametri ridotti nell’ambito di un impianto a punto di presa singolo (👉 Impianto a punto di presa singolo).

    Consiglio: utilizzare i vari strumenti per il dimensionamento disponibili sul sito della Nussbaum:
    www.nussbaum.ch/determinazione_diametro_tubi.

    Nota: i sistemi automatici di spurgo (👉 Sistemi di spurgo) possono essere utilizzati; tuttavia, generalmente con la soluzione della Nussbaum non sono necessari. Inoltre, i sistemi di spurgo non hanno alcuna influenza su punti nevralgici come tubi flessibili della doccia o soffioni (criticità dell’ultimo metro).

  • Ottimizzare la portata. Progettare l’impianto in modo tale che la perdita di pressione avvenga per ⅔ nella conduttura di raccordo e soltanto per ⅓ nelle condutture di distribuzione. A questo scopo utilizzare componenti con un coefficiente di perdita di pressione possibilmente basso (valore ζ) e pezzi speciali di tipo A.

  • Progettare anche gli impianti di depurazione dell’acqua potabile e gli scaldacqua in modo da garantire ridotti tempi di ristagno.

  • Evitare tratti di condutture non attraversati o mantenerli quanto più corti possibile (max. 4 x ID).

  • Durante l’esercizio rispettare determinate regole di comportamento, ad es. dopo un periodo di assenza, lasciar scorrere brevemente l’acqua dal punto di presa.

Ulteriori informazioni sulle misure anti-ristagno sono disponibili qui:

4.4 Direttiva procedure di lavoro

4.4.1 Pianificazione dei lavori

I lavori da eseguire nella realizzazione di un impianto di acqua potabile devono essere pianificati preventivamente con il committente e il Responsabile dei lavori. Essi sono inoltre parte integrante del bando di gara in conformità al CPN. La direttiva W3/C3:2020 della SSIGA indica espressamente che, nella fase preliminare del progetto, devono essere definiti i punti seguenti:

  • Sezioni di costruzione e corrispondente svolgimento dei lavori

  • Numero delle prove di pressione (per i dettagli sulla procedura di lavoro si veda 👉 Prova di pressione)

  • Piano di arresto e lavaggio per le messe in servizio che vengono eseguite in un secondo momento; questo comprende anche:

    • Lavaggio della conduttura di allacciamento all’abitazione

    • Numero di primi riempimenti e lavaggi (per i dettagli sulla procedura di lavoro si veda 👉 Primo riempimento e spurgo)

  • Numero di consegne al proprietario/gestore per l’esercizio conforme alle disposizioni (per i dettagli sulla procedura di lavoro si veda 👉 Messa in servizio e consegna)

4.4.2 Prova di pressione

Al fine di verificare la tenuta delle condutture occorre effettuare una prova di pressione. Nel caso di impianti di grandi dimensioni, la prova deve essere effettuata suddividendo opportunamente l’impianto in diversi tratti.

Per motivi igienici, durante tale prova è determinante il momento in cui l’impianto viene riempito con acqua per evitare il ristagno della stessa nelle condutture. Per questo motivo raccomandiamo di effettuare una prova di tenuta con aria (150 mbar o, per la ricerca di perdite, fino a max. 1 bar) e una prova finale con acqua alla pressione di esercizio dopo il primo riempimento/la messa in servizio (Metodo di prova A). La prova dovrebbe essere effettuata nelle ultime 72 ore prima dell’esercizio conforme alle disposizioni.

Consigli pratici:

  • Durante la costruzione, sulle condutture può essere montato e lasciato un manometro e creata una pressione fino a 1 bar. Questo permette di rilevare in qualunque momento se, dopo la prima prova di tenuta, si verificano perdite.

  • In alternativa, prima del primo riempimento e della prova finale è consigliabile eseguire nuovamente una breve prova con aria per escludere che nel frattempo si siano determinate nuove perdite.

Ulteriori informazioni e i protocolli sulla prova di pressione sono reperibili sul sito della Nussbaum:
www.nussbaum.ch/prova_di_pressione

4.4.3 Primo riempimento e spurgo

Nel primo riempimento, l’aspetto principale consiste nell’accumulare fin dall’inizio nell’impianto acqua potabile pulita e ineccepibile a livello igienico.

La Direttiva W3/C3:2020 della SSIGA contiene al Capitolo 9 prescrizioni dettagliate per il primo riempimento e il lavaggio.

Per quanto riguarda il momento di esecuzione dell’operazione, valgono le indicazioni seguenti: il riempimento di tutte le condutture dell’acqua potabile deve avvenire almeno 72 ore prima dell’esercizio conforme alle disposizioni. Se fra primo riempimento/lavaggio ed esercizio trascorrono più di 72 ore, si devono adottare misure per rinnovare ogni 72 ore il volume dell’acqua nelle condutture interessate.

La tabella seguente mostra una procedura esemplificativa di primo riempimento e lavaggio. I passaggi raffigurati si riferiscono alle condutture dell’acqua fredda, ma seguono lo stesso principio anche per le condutture dell’acqua calda.

Passaggio 1:
Lavaggio della conduttura di allacciamento all’abitazione

  • Lavare la conduttura di allacciamento all’abitazione prima di montare il contatore d’acqua principale e il filtro fine.

    Consiglio: La Nussbaum raccomanda di utilizzare la flangia di allacciamento (12085) con la copertura per flangia (12091). In questo modo la conduttura di allacciamento all’abitazione può essere lavata agevolmente già durante la fase di costruzione con il prelievo di acqua di cantiere. In questo modo, anche il lavaggio finale prima del primo riempimento può avvenire senza problemi.

Passaggio 2:
Primo riempimento

  • Iniziare dal tratto di conduttura più vicino.

  • Chiudere tutti i punti di presa.

  • Aprire completamente tutti i rubinetti di chiusura nel rispettivo tratto di conduttura.

  • Riempire lentamente l’impianto dal basso verso l’alto.

  • Aprire ciascun punto di presa per eseguire lo sfiato.

Passaggio 3:
Lavaggio della conduttura di distribuzione

  • A seconda delle dimensioni della conduttura di distribuzione, aprire completamente e contemporaneamente il numero minimo prescritto di rubinetti di presa (si veda W3/C3:20202, 9, Tabella 1).

    Esempio: se il diametro nominale maggiore della conduttura di distribuzione è DN 25, aprire 5 rubinetti di presa.

  • Lavare la conduttura di distribuzione con la portata necessaria per il tempo necessario a garantire la qualità dell’acqua potabile (odore, aspetto, sapore).

Passaggio 4:
Lavaggio del piano

  • Per quanto riguarda le distribuzioni ai piani o per gruppi di elementi, aprire completamente e contemporaneamente tutti i rubinetti di presa.

  • Per ciascun punto di presa eseguire i passaggi seguenti, iniziando dal punto di presa più vicino alla distribuzione:

    • Chiudere i punti di presa.

    • Rimuovere il regolatore del getto.

    • Applicare il paraspruzzi.

    • Aprire il punto di presa per 60 s.

    • Pulire il regolatore del getto.

    • Rimontare il regolatore del getto.

Procedura esemplificativa per primo riempimento e lavaggio (figure tratte da Cosimo Sandre: «SVGW­NEWS», conferenza, evento informativo suissetec, Lostorf, 18.10.2018)

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4.4.4 Messa in servizio e consegna

Alla messa in servizio dell’intero impianto o delle singole sezioni devono essere verificati e documentati i seguenti punti:

  • Temperatura dell’acqua calda nell’accumulatore: 60 °C

  • Regolazione dell’intero impianto di distribuzione di acqua calda a min. 55 °C in tutte le condutture mantenute calde

  • Temperatura dell’acqua calda dopo 7 volte il tempo di erogazione: min. 50 °C

  • Temperatura dell’acqua fredda dopo 30 secondi: max. 25 °C

  • Al termine del primo riempimento e del lavaggio: controllare odore, sapore e aspetto dell’acqua potabile si punti di presa.

In seguito, l’impianto può essere consegnato al proprietario/gestore. La consegna va protocollata.

A decorrere dalla data di consegna, la responsabilità relativa al mantenimento di una qualità ineccepibile dell’acqua dal contatore d’acqua passa al proprietario/gestore.

  • Il proprietario/gestore è tenuto a garantire un esercizio conforme alle disposizioni. Se tale esercizio non è ancora possibile si devono concordare e attuare misure adeguate con il proprietario/gestore. In particolare occorre accertarsi che l’acqua contenuta nell’impianto o nella corrispondente sezione della conduttura venga rinnovata ogni 72 ore fino all’esercizio conforme alle disposizioni.

  • Il proprietario/gestore è soggetto allʼobbligo di manutenzione (si veda 👉 Manutenzione dell’impianto).

  • Inoltre, il proprietario/gestore che fornisce acqua potabile a utenti finali è soggetto allʼobbligo di controllo autonomo periodico basato sul rischio (si veda il capitolo 👉 Concetto di controllo autonomo di W3/C4).

    Nota: Per agevolare i prelievi di campioni necessari per il controllo autonomo occorre montare valvole di campionamento in punti adatti già durante la realizzazione dell’impianto di acqua potabile (si veda 👉 Valvole di campionamento).

Al momento della consegna, il professionista della tecnica idrosanitaria deve informare il proprietario/gestore risp. il relativo rappresentante in merito agli obblighi di cui sopra e mettere a sua disposizione lʼincartamento del fabbricato contenente tutta la documentazione necessaria (si veda 👉 Incartamento del fabbricato).

Un ausilio per la corretta consegna è rappresentato dal protocollo di consegna di Nussbaum, scaricabile al link www.nussbaum.ch/igiene-aqua-potabile. Il protocollo contiene anche un breve riepilogo degli obblighi del gestore.

4.5 Tutela dell’acqua potabile

All’interno o all’esterno degli edifici ci sono sempre delle interfacce in cui l’acqua potabile può venire a contatto con liquidi di altre categorie (👉 Categorie di fluido). Affinché l’acqua potabile rimanga tale, vengono utilizzate delle rubinetterie di sicurezza che permettono di realizzare una separazione sicura da altre categorie di liquidi.

4.5.1 Categorie di fluido

Secondo la Direttiva W3/C1:2013 della SSIGA, i vari fluidi sono suddivisi in 5 categorie a seconda della loro contaminazione:

Categoria 1:

Acqua destinata al consumo umano, che proviene direttamente da un impianto di acqua potabile ed è conforme alle Direttive della legislazione sulle derrate alimentari.

Categoria 2:

Fluidi che non rappresentano un pericolo per la salute delle persone. Fluidi adatti al consumo umano, inclusa l’acqua proveniente da un impianto di acqua potabile che può presentare modifiche del sapore, odore, colore o della temperatura (riscaldamento o raffreddamento).

Esempi: acqua potabile calda, raffreddata o contenente succhi di frutta, zuppe, caffè, acqua proveniente dalla cottura di alimenti, ecc.

Categoria 3:

Fluidi che rappresentano un pericolo per la salute delle persone a causa della presenza di una o più sostanze tossiche.

Esempi: acqua d’impianti di riscaldamento senza additivi, acqua contenente antigelo, acqua di risciacquo di stoviglie e strumenti da cucina, acqua dello sciacquone, acqua derivante da attività odontoiatriche, ecc.

La delimitazione tra la categoria 3 e 4 è stabilita dal documento della Direttiva europea 93/21 CEE del 27 aprile 1993 nella misura di LD 50 = 200 mg/kg peso corporeo.

Categoria 4:

Fluidi che rappresentano un pericolo per la salute delle persone a causa della presenza di una o più sostanze tossiche o particolarmente tossiche, oppure una o più sostanze radioattive, mutagene o cancerogene.

Esempi: acqua con sostanze attive in superficie, acqua con mezzi di disinfezione, acqua di impianti di riscaldamento con additivi, ecc.

Categoria 5:

Fluidi che rappresentano un pericolo per la salute delle persone a causa della presenza di agenti patogeni, virali o microbiologici, di malattie trasmissibili.

Esempi: acqua piovana, acqua proveniente da piscine, acqua del WC, acqua per l’abbeveramento degli animali, ecc.

4.5.2 Dispositivi di sicurezza

A seconda del tipo d’impiego possono essere utilizzati diversi dispositivi di sicurezza per separare l’acqua non potabile (categorie dalla 2 alla 5) dalla rete di approvvigionamento dell’acqua potabile. La tabella sottostante fornisce una panoramica sulle tipologie più frequenti di dispositivi di sicurezza.

La descrizione e i requisiti di ciascun dispositivo di sicurezza sono contenuti nella Direttiva W3/C1. L’ispezione e la manutenzione sono regolamentate nei capitoli 11 e 12 della Direttiva W3/C2 (👉 Manutenzione dell’impianto). Una panoramica è disponibile anche sul sito della Nussbaum all’indirizzo www.nussbaum.ch/misure-cautelari-per-la-tutela-dell-aqua-potabile.

Dispositivo di sicurezza

Protezione

Esempio di prodotto Nussbaum

Esempio di applicazione

Valvola di ritegno EA, controllabile

Fino alla Cat. 2

15101

Scaldacqua, addolcitore d’acqua

Disgiuntore di rete CA con diverse zone a pressione non controllabili

Fino alla Cat. 3

15090, 15092

Alimentazione diretta dell’impianto di riscaldamento senza additivi

Disgiuntore di rete BA con zona a pressione media controllabile

Fino alla Cat. 4

15073, 15087

Impianto di autolavaggio

Stazione di separazione e sicurezza AB con ingresso aperto ≥ 2 cm

Fino alla Cat. 5

15068

Riempimento di piscine

Esempi di dispositivi di sicurezza

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