Igiene dell’acqua potabile – La soluzione è l’impianto

2 Principi fondamentali e requisiti

2.1 Microbiologia

L’acqua potabile in Svizzera è di eccellente qualità. Ma anche nell’acqua di altissima qualità vivono differenti microrganismi che portano alla formazione di un biofilm. Una simile pellicola è del tutto normale e non è nociva per l’uomo, se la composizione batterica è in sano equilibrio.

La crescita di batteri e quindi la formazione di biofilm di regola sono limitate dalla disponibilità di composti di carbonio organici assimilabili (AOC) che costituiscono per così dire «cibo» per i batteri. Vengono introdotti nell’acqua principalmente da contaminazioni e dai materiali utilizzati nell’impianto.

I batteri più conosciuti che vivono nell’acqua sono le legionelle. Le legionelle sono diffuse in tutto il mondo e sono presenti in acque di superficie e in sistemi idrici tecnici. Sono parte integrante della società microbica naturale e non possono essere completamente evitate con i normali processi di depurazione e disinfezione. L’intervallo di temperatura in cui le legionelle possono proliferare oscilla tra i 25 °C e i 45 °C. Le legionelle possono quindi diffondersi soprattutto negli impianti di acqua calda, ma anche nell’acqua fredda.

Un’infezione da legionella (legionellosi) può causare la cosiddetta febbre di Pontiac oppure una polmonite. In entrambi i casi, l’infezione è causata dall’inalazione di aerosol di dimensione inalabile contenenti le legionelle. Aerosol di questo genere si formano, ad esempio, in torri di raffreddamento, vasche idromassaggio o docce.

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Influsso della temperatura dell’acqua calda sulle legionelle (Raccomandazione UFSP/USAV «Legionella e legionellosi», Agosto 2018, Modulo 1, Capitolo 2)

2.2 Apporto di nutrienti attraverso i materiali

L’obiettivo principale consiste nel ridurre al minimo l’apporto di nutrienti attraverso le parti a contatto con l’acqua. Sotto questo profilo sono determinanti i materiali che vengono impiegati. I materiali più comuni nel settore idrosanitario sono materiali sintetici e metalli, come ad esempio acciaio inossidabile e bronzo.

Se per l’impianto domestico si utilizzano qualità adatte di acciaio inossidabile, per es. 1.4521 o 1.4401, non si prevede una migrazione significativa degli elementi di lega dall’acciaio all’acqua potabile. Poiché completamente inorganici, gli acciai inossidabili non offrono una fonte di nutrimento per la crescita dei microrganismi. L’acciaio inossidabile è quindi un materiale di contatto ottimale per il trasporto e l’accumulo dell’acqua.

Il bronzo può essere combinato con tutti i materiali d’installazione noti. Oltre alla lega CC499K con composizione CuSn5Zn5Pb2, la Nussbaum impiega anche la lega CC246E senza piombo conforme al Regolamento REACH con composizione CuSi4Zn9MnP. Entrambe le leghe di bronzo sono resistenti alla corrosione in acqua potabile. Inoltre, entrambe le leghe sono riconosciute dalla SSIGA come materiali metallici igienicamente idonei per l’uso con acqua potabile.

I materiali sintetici possono rilasciare varie sostanze attraverso processi di migrazione. Questo può comportare che i materiali sintetici impiegati vengano in parte convertiti in biomassa e servano come nutrimento per il biofilm. Secondo il regolamento di certificazione della SSIGA per materiali a contatto con l’acqua potabile, i materiali sintetici vengono sottoposti a una verifica del loro potenziale di migrazione. Soltanto i componenti che sono al di sotto di determinati valori limite ricevono la certificazione. La superficie di contatto con acqua potabile dei tubi Optiflex può essere in PE-Xc, PE-RT o PB. Tutti e tre i materiali sono certificati dalla SSIGA nella qualità offerta dalla Nussbaum.

2.3 Temperatura

La temperatura è una grandezza critica dal punto di vista dell’igiene dell’acqua potabile. Si dovrebbe evitare l’intervallo di temperatura compreso tra i 25 e i 45 °C, poiché è particolarmente favorevole alla proliferazione di microrganismi patogeni.

Di conseguenza, l’acqua potabile fredda (APF) non deve superare una temperatura di 25 °C in tutto l’impianto di acqua potabile fino al punto di prelievo. Dovrebbe essere sempre il più fredda possibile.

In un impianto di acqua potabile realizzato nel rispetto delle regole della tecnica riconosciute, la temperatura dell’acqua potabile calda (APC) dovrebbe essere superiore a 55 °C in tutto il sistema di circolazione, per mantenere basso il rischio di contaminazione da legionella. La temperatura di uscita sullo scaldacqua dev’essere di almeno 60 °C.

2.4 Ristagno e flusso

Un fattore d’influenza cruciale per l’igiene dell’acqua potabile è la dinamica del movimento dell’acqua nell’impianto di acqua potabile. Questa dinamica è definita da ricambio d’acqua/ristagno e flusso/velocità di flusso. Una lenta crescita microbica può verificarsi anche in condizioni poco favorevoli in termini di temperatura e disponibilità di nutrienti, se a disposizione c’è tempo sufficiente, a condizione che l’acqua ristagni o il suo movimento sia limitato.

Nel caso ottimale, tutti i punti di presa vengono utilizzati il più spesso possibile, in modo che l’acqua nelle condutture d’erogazione venga regolarmente scaricata.

Ha inoltre un’importanza fondamentale anche il dimensionamento ottimale dei tubi. In tubi sovradimensionati sussiste il rischio che vi sia soltanto un flusso laminare al centro del tubo e non avvenga alcun ricambio d’acqua sulle sue pareti.

Un flusso ottimale si ottiene quando sono rispettati i principi della Direttiva W3 della SSIGA. Questi principi sono particolarmente facili da porre in atto con sistemi ottimizzati per il flusso come Optipress od Optiflex, poiché la loro tecnica di giunzione permette un dimensionamento ottimale senza riduzione significativa della sezione trasversale.

2.5 Leggi, norme e direttive

Il tema dell’igiene dell’acqua potabile è disciplinato dalle seguenti leggi, norme e direttive:

2.5.1 LDerr

La «Legge federale sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso» (Legge sulle derrate alimentari, LDerr) è stata approvata dal Parlamento nel 2014 ed è entrata in vigore il 1° maggio 2017. In questa legge l’acqua potabile è classificata come derrata alimentare oppure come oggetto d’uso, secondo l’impiego. L’acqua destinata ad essere bevuta è classificata come acqua potabile e inclusa nella categoria delle derrate alimentari. Lo stesso vale per l’acqua potabile che è stata riscaldata.

2.5.2 OPPD

La «Ordinanza del DFI sull’acqua potabile e sull’acqua per piscine e docce accessibili al pubblico» (OPPD) disciplina il trattamento, l’erogazione e la qualità dell’acqua potabile quale derrata alimentare e oggetto d’uso. Essa stabilisce in particolare i requisiti concernenti l’acqua potabile, l’acqua per docce negli impianti accessibili al pubblico e l’acqua per piscine accessibili al pubblico.

2.5.3 Norme SIA 385/1 e 385/2

Le due norme riguardano gli impianti per l’acqua calda sanitaria negli edifici. La norma SIA 385/1 contiene i principi fondamentali e i requisiti. La norma SIA 385/2 descrive i metodi di calcolo relativi alla progettazione di impianti di acqua calda sanitaria. Le norme accompagnano i lavori di progettazione e consentono l’installazione di sistemi di riscaldamento dell’acqua nonché di accumulo e di distribuzione dell’acqua calda efficienti a livello energetico e ineccepibili a livello igienico.

2.5.4 SSIGA W3

La Direttiva W3 della SSIGA descrive i requisiti per gli impianti di acqua potabile dalla conduttura di allacciamento interna all’abitazione (dal bordo interno del punto di entrata nell’edificio o dal contatore dell’acqua) fino ai punti di prelievo e agli apparecchi allacciati.

Vi sono inoltre tre Complementi:

  • Direttiva W3/C1 della SSIGA

    Il Complemento 1 «Protezione contro il riflusso negli impianti idrosanitari» descrive le misure cautelari da adottare per evitare il riflusso di acqua non potabile dalle installazioni domestiche nella rete di approvvigionamento di acqua potabile, in modo da garantire sempre la qualità dell’acqua potabile.

  • Direttiva W3/C2 della SSIGA

    Il Complemento 2 «Esercizio e manutenzione di impianti sanitari» stabilisce i requisiti per l’esercizio e la manutenzione degli impianti sanitari negli edifici.

  • Direttiva W3/C3 della SSIGA

    Il Complemento 3 «Igiene negli impianti di acqua potabile» descrive le misure per assicurare la buona prassi procedurale prevista dalla legge, in particolare per il rispetto delle buone prassi igieniche e di fabbricazione, al fine di garantire acqua potabile calda e fredda di qualità ineccepibile negli impianti di acqua potabile, sia durante la fase di costruzione, sia nella successiva fase di normale esercizio.

2.5.5 SSIGA W5

La Direttiva W5 della SSIGA si applica per questioni di pianificazione e progettazione, così come per la costruzione, l’esercizio e la manutenzione di dispositivi di spegnimento, se essi sono direttamente o indirettamente allacciati alla rete di approvvigionamento di acqua potabile.